Sony ICR200

Sony ICR 200

Anno di produzione: 1968
Valore stimato: 60,00 Euro

Questo modello è la terza radio prodotta dalla Sony ad utilizzare un circuito integrato (il primo modello fu la ICR 100). Nella seconda metà degli anni ’60, dopo il pressoché totale abbandono delle valvole, l’elettronica stava per entrare in una nuova era di sviluppo e miniaturizzazione; quella dei circuiti integrati.

Un primo passo nello sviluppo di componenti sempre più evoluti all’interno dei quali sono saranno poi inserite vere e proprie unità autonome che daranno vita ai microprocessori, punto fondamentale su cui si basa ancor oggi tutta la tecnologia elettronica ed informatica.

Tutto ebbe inizio però molto prima, nel 1958, quando l’ingegnere americano J.C. Kilby aprì l’era della miniaturizzazione dei circuiti elettronici riuscendo a combinare diversi componenti elettronici (transistor, diodi, resistenze, ecc.) su una piastrina di silicio di dimensioni più piccole di un francobollo. La produzione industriale dei circuiti integrati a partire dal 1961 costituisce la chiave di volta che porterà alla realizzazione di calcolatori poco ingombranti, sempre più potenti e al tempo stesso sempre più economici. I primi circuiti integrati comprendevano i componenti (transistor e altri elementi di supporto) sufficienti per realizzare solo alcune porte logiche, ma via via che il procedimento di integrazione si perfezionò, si ottennero circuiti integrati sempre più ricchi di componenti e dalle funzioni sempre più complesse, grazie ad una miniaturizzazione sempre più spinta (fonte wikipedia).
Anche la Sony iniziò ad applicare questa nuova tecnologia nei suoi apparati radio. Nel 1967 usci la prima radio dotata di un circuito integrato la ICR-100 seguita dalla più piccola ICR-120.

L’anno successivo, nel 1968, entrò sul mercato il modello della mia collezione la ICR-200. Per raggiungere questo elevato grado di miniaturizzazione la Sony inserì in questi apparati delle batterie ricaricabile a “bottone” al nichel-cadmio. La ICR 200 era alimentata da tre batterie da 1,2 v collegate in serie.
Con una ricarica di mezza giornata, attraverso l’alimentatore esterno in dotazione, la batteria consentiva circa 6 ore di funzionamento continuo.

Molto curata nel assemblaggio sicuramente le proporzioni allungate conferivano una caratteristica distintiva rispetto alle altre radio tascabili in commercio.

Molti di questi modelli a causa de deterioramento delle batterie presentano danno interni alla circuiteria ma grazie al cielo non era il caso della mia radio in quanto il precedente proprietario aveva opportunamente rimosso le batterie da due contrapposti alloggiamenti interni.

La Sony ha previsto due viti con testa piatta a due fori contrapposti che richiedono un apposto attrezzo per essere rimosse. Nel mio caso, come potete vedere dalla foto, ho autocostruito un apposito attrezzo utilizzando due piccoli chiodi montati su un bastone cilindrico di legno. Una soluzione semplice ma funzionale.
Una volta tolte le viti, e rimossa la parte posteriore della radio, si accede al doppio vano batterie in grado di contenere le 2+1 batterie a bottone ricaricabili.

Non essendo in possesso dell’alimentatore ho preferito modificare l’alimentazione originale inserendo all’interno di uno di questi spazi una batteria litio di formato ½ AA (mezza stilo) con reofori a saldare (cod. ER14250) da 3.6V 1200mAh (comprata su Ebay al modico prezzo di 2,79 euro) collegata attraverso dei piccoli contatti metallici saldati opportunamente protetti con guaina termorestringente.
La nuova batteria non è ricaricabile ma essendo di grande capacità è in grado di far funzionare per parecchio tempo la radio. Una volta esaurita può essere comunque sostituita al pari delle tradizionali batterie stilo.

Anche per questo modello è disponibile lo schema del circuito e dell’assemblaggio interno: