27 gennaio – Punti di vista

 

Oggi ho faticato molto a trovarne uno sospeso.
E’ una tipologia di semaforo ormai estinta ma che negli anni ’70 si poteva trovare in molti punti di Bologna.
Quando ero piccolo anche l’incrocio tra Via San Donato e Via Andreini era sormontato da questo strano tipo di controllore elettronico che regolava sia la viabilità del traffico che quella dei pedoni in modo semplice, univoco.
A ben pensarci però quest’ultimo termine è forse un po’ azzardato.
Spesso da bambino accompagnavo la nonna a fare la spesa alla vicina cooperativa e mi ricordo ancora, attraversando mano nella mano l’incrocio, la sua raccomandazione “passa solo quando il semaforo è rosso”.
Nonna Iole, come quasi tutte le signore della sua generazione, non aveva la patente di guida e sicuramente non conosceva il codice della strada, proprio per questo la sua affermazione mi sembra ancor oggi più che giustificata; Quando è rosso le macchine si fermano ed è solo allora che tu puoi passare a piedi in sicurezza.
Nel corso della vita non è il solo esempio che mi ha fatto capire un diverso punto di vista ma sicuramente è quello che ricordo con più piacere.

 

03 gennaio – Il MAST di Bologna

 

Dal confronto con altre città europee mi sembra chiaro che la mia affezionata “grassa signora” ha bisogno di rinnovare un po’ il guardaroba. Non sono uno stilista e neppure un architetto ma è abbastanza evidente che Bologna deve rilanciarsi.
Sparita ormai la spinta ideologica degli anni 60 e 70 di sviluppare una città modello che rappresenti la sinistra italiana, le istituzioni si sono progressivamente appiattite sull’ordinaria amministrazione.
Una gestione del patrimonio bolognese improntata al “fare e disfare” al “vorrei ma non posso”.
Un eterno compromesso che ha finito per anestetizzare Bologna.
Finalmente negli ultimi anni qualche spiraglio. La nuova sede del Museo di Arte Moderna, la consegna da parte della  Fondazione della Cassa di Risparmio del Museo di Bologna a Palazzo Pepoli ed altri interventi urbanistici di rilievo.
Lo scorso anno si è aggiunto un altro piccolo gioiello, il MAST.
Il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) è una fondazione no profit nata da un’idea  di un’importante famiglia imprenditoriale bolognese. Il progetto della fondazione si è poi concretizzato in una serie di edifici costruiti su un’area industriale dismessa grazie all’impegno della presidente del gruppo, Isabella Seragnoli.
Una vera e propria cittadella finalizzata a promuovere progetti di innovazione sociale e servizi a supporto delle aziende del gruppo Seragnoli e della città di Bologna.
Un bell’esempio di architettura ma soprattutto di sviluppo delle potenzialità cha hanno spesso rappresentato il nostro territorio nel mondo: cultura e innovazione.
In attesa che il Comune si faccia promotore anche di questa nuova parte del patrimonio bolognese vi invito a visitare la Gallery, attuale sede di una bella mostra di fotografia industriale.

Per info: www.fondazionemast.org

 

10 novembre – Vespasiano 2.0

 

 

L’installazione nel vespasiano di Via Bovi Campeggi di un impianto di illuminazione interna completo di pannello solare, centralina di controllo e batterie montate sul tetto mi ricorda vagamente certe Fiat degli anni 80 sulle quali il proprietario montava le minigonne laterali, i fanaloni anteriori e la scritta Rally sulla fiancata.
Anche la sensazione che ho provato era simile: un pò di tenerezza mista a tanta tristezza.

15 maggio – Nuova raccolta, stessa storia. La risposta

Gentile Sig. Pierantoni,
ho ricevuto la sua lettera e apprezzato la sua sensibilità ai temi ambientali.
Riguardo alle sue osservazioni fornisco alcune informazioni.
Il progetto della raccolta differenziata dei RAEE rifiuti elettrici ed elettronici, è finanziato dalla Comunità Europea e non avrà ricadute sulla tassa dei rifiuti.
Saranno riconosciuti benefit, in buoni acquisto da spendere presso i principali supermercati e ipermercati, a coloro che avranno partecipato più attivamente al progetto, conferendo il maggior numero di RAEE nei nuovi contenitori collocati presso i punti vendita dei centri commerciali. Il dettaglio delle informazioni è acquisibile sul sito:  www.rifiutielettronici.com
Non sono stati collegati premi al conferimento nei cassonetti collocati, in via sperimentale, in alcune zone dei Quartieri Navile e Reno per un principio di equità, in quanto ne fruirebbe solo una parte della popolazione.
Il passaggio al digitale, cui lei accenna, è avvenuto quando il progetto non era stato ancora approvato dalla Commissione UE.
Sottolineo che l’iniziativa anticipa comunque la norma europea ed è pilota a livello europeo a tutti gli effetti.
Confidando di averle fornito elementi utili, porgo distinti saluti.

Patrizia Gabellini
Assessore all’Urbanistica, Ambiente, Qualità Urbana e Città Storica

02 maggio – Nuova raccolta, stessa storia

Gentile Assessore Urbanistica e Ambiente del Comune di Bologna,

in qualità di bolognese residente nel quartiere Navile ho ricevuto la nuova tessera per la raccolta differenziata dei RAEE.
Le assicuro sin d’ora che la custodirò gelosamente a fianco della precedente tessera con codice a barre nr.UT00000330210000 rilasciatami  a suo tempo presso la stazione ecologica attrezzata di Via Tolmino.
Le preciso che ho sempre creduto nell’utilità della raccolta differenziata, nel suo valore sociale ed ecologico.
Devo però dirle che pensando ai costi sostenuti per l’installazione dei nuovi cassonetti elettronici resto un po’ perplesso.

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11 Marzo – Un piccolo gesto di civiltà

Da quasi un anno, quando porto fuori di casa i miei rifiuti, riverso nei bidoni anche i sacchetti , i cartoni e le bottiglie abbandonate per terra, ai piedi dei vari cassonetti, dalla pigrizia di alcuni incivili abitanti del quartiere.
Comprendo che il pensiero di  maneggiare i rifiuti degli altri può fare un po’ schifo ma con un paio di guanti, credetemi,  è un “sacrificio” è sopportabile.
Ci tengo a precisare che questo non lo faccio per l’HERA, che potrebbe finalmente avviare dei seri controlli sul corretto conferimento dei rifiuti, e neppure per il Comune che non prevede il ben che minimo incentivo economico per chi effettua la raccolta differenziata o per chi utilizza le oasi ecologiche.
Lo faccio semplicemente per la mia città.
Lo faccio perché penso che Bologna si meriti un po’ più di rispetto e di riconoscenza da parte dei suoi cittadini sempre più distratti e maleducati.
Pertanto, in attesa che le istituzioni si attivino per evitare che le cattive abitudini si trasformino in un vero e proprio degrado, vi invito fare altrettanto.
Dopotutto è solo un piccolo gesto di civiltà.

Uno strano paese

Strano paese l’Italia, con tanti giovani in cerca di lavoro e tante aziende in cerca di giovani.
La pagina di Unindustria  apparsa ieri del Corriere di Bologna (inserto di Bologna del Corriere della Sera) lascia tutti un pò perplessi. Quanto affermato dall’associazione di categoria credo però sia in buona parte vero (almeno nel nostro territorio).
Molti ragazzi oggi affrontano percorsi scolastici virtuosi ma che alla fine non porteranno a nessuno sbocco lavorativo. Spesso, laureati ad ogni costo.
La cultura è importante ma anche il lavoro.
E proprio per questo lo Stato, le aziende e anche le famiglie devono collaborare per trovare un giusto equilibrio da offrire ai ragazzi.
Non è uno slogan, è solo una speranza (di un semplice tecnico).