28 gennaio – Salvini International

salvini nel video di Miby

Finalmente Matteo Salvini è riuscito a conquistare un posto d’onore nel panorama artistico mondiale. L’immagine del leader della Lega Nord è stata inserita nel nuovo video di Moby. Il nuovo brano, tratto dall’album “These Systems Are Failing”, è stato commentato sul canale You Tube dallo stesso cantante: the racist & antiquated far right are encroaching upon democratic freedoms in almost every country in the western world. we need to respond by protesting, supporting progressives, and most important: VOTING (L’estrema destra razzista e antiquata sta togliendo le libertà democratiche in quasi ogni paese del mondo occidentale. Dobbiamo rispondere protestando, supportando i progressisti e, cosa più importante: votanto).
Un piccolo ruolo, in rigoroso stile bianco e nero, anche per vecchio Benito.
(via YouTube)

 

30 aprile – Rieducational Channel


“Come in quasi tutti i Paesi europei, anche in Italia l’uso del cellulare a scuola è vietato (Direttiva 15 marzo 2007).

Il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponde ad una generale norma di correttezza in quanto il suo uso rappresenta un elemento di distrazione, una grave mancanza di rispetto verso l’insegnante, un’infrazione disciplinare.”

Il testo è tratto da uno dei regolamenti dei tanti Istituti Scolastici italiani.
Senza scomodare l’abusata frase “rispetto per le Istutuzioni” confido ora, visto il generale abbassamento dell’età media degli attuali parlamentari, in possibili flashback emotivi.

15 Aprile – Simpatico abbinamento

I quotidiani e le testate giornalistiche, riportando tutti i particolari del caso che ha travolto la Lega, hanno animato  negli italiani un senso di disgusto misto a delusione per il movimento padano.
Trovare però sull’ANSA l’articolo su Rosy Mauro accompagnato da questo banner pubblicitario, restituisce allo scandalo un’aria particolarmente involontariamente simpatica (una chicca anche il carattere del link di colore “verde padano”).

Tanto rumore per nulla

Oggi a Parma si è festeggiato Sant’Ilario, il Patrono della città, e gli uffici pubblici sono rimasti chiusi.  Dopo tanto clamore per l’abolizione delle feste patronali, il decreto applicativo non è stato emanato entro i tempi previsti e pertanto anche nel 2012 festeggeremo il Santo Patrono. Di questi tempi una magra consolazione.
Un dubbio però resta.
Semplice dimenticanza o … volontà divina?

Assenza di dignità

Dopo la pubblicazione della relazione sul livellamento retributivo Italia-Europa per i parlamentari ed altre cariche dello Stato sono rimasto sgomentato   disgustato dalla reazione di molti politici.
C’è chi critica la relazione, chi contrattacca dicendo che i privilegi sono ben altri, chi dice che è un problema di indennità.
Il problema effettivamente c’è, è un problema di dignità. La dignità ormai persa della classe politica.
A parte rari casi (è giusto citare l’IDV) quasi tutti i partiti che hanno appena fatto passare urgentemente una manovra pesantissima a carico di tutti i cittadini ora vogliono più tempo per approfondire alcuni aspetti e colmare le carenze della relazione.
Ma non era una situazione di emergenza? Il tempo a nostra disposizione non era finito?

Ho sentito un collega – che prende al massimo 1200 euro al mese –  commentare la manovra dicendo: “Va bene, se serve a lasciare una situazione migliore ai miei figli, sono disposto a fare i sacrifici. Poi però vediamo cosa succede.

Il politico no, lui non può accontentarsi di un semplice va bene; lui deve approfondire, riesaminare, adattare.
Se ben ci pensiamo però l’istituzione di una Commissione che valuti il livellamento retributivo Italia-Europa dei parlamentari e delle alte cariche dello Stato è già di per se un privilegio per i politici. Come parametro stipendiale per i rinnovi contrattuali di categoria partiamo da un confronto europeo? Un operaio italiano guadagna quanto un operaio tedesco?
Povero paese. Poveri noi.

Relazione

Diverse aspettative


“Mappa della longevità” (fonte PRB – Population Reference Bureau)

Come spesso accade anche questa riforma delle pensioni viene in parte giustificata con l’allungamento delle aspettative di vita degli italiani. Il dato è innegabile visto che l’Italia si trova ai primi posti al mondo con ben 81 anni calcolati come media generale. Tutta l’area europea, a dire il vero, non se la passa male (Svezia, Francia, Svizzera, Spagna a 82 e San Marino con 83 si classifica, pari merito con il Giappone, tra gli stati più longevi al mondo).  Ma se è ormai scontato considerare questo fattore come un punto di eccellenza per la generale qualità della vita del paese (i 44 anni di aspettativa di vita degli uomini e delle donne afghane ne sono la riprova), siamo sicuri che sia altrettanto per il mondo del lavoro?
Il lavoratore anziano in passato era spesso considerato l’esperto, un potenziale per l’azienda che poteva trarre vantaggi dalla sua esperienza.
Oggi non è così.
Non credo sia dovuto al cambiamento sempre più veloce della tecnologia ma piuttosto a un cambiamento di approccio sociale nei confronti dell’anziano.  Qualunque sia la causa sicuramente oggi la persona over 50 è spesso vista dal mondo del lavoro come un peso.
E anche per quelli che si ostinano a chiamare il lavoratore risorsa oggi l’anziano si trasforma a presto in una risorsa in esaurimento.
A prova di questo ci sono i crescenti bilanci che molte grandi aziende destinano alle politiche d’incentivo alla pensione o a percorsi  di progressiva fuoriuscita del personale più anziano.
Personalmente non credo sia un tabù riparlare delle pensioni ma per farlo in modo serio occorre mettere sul tavolo tutti i fattori; l’aspettativa di vita “sociale” e quella “lavorativa”.