23 novembre – Scenari MotoEconomici

Non so dirvi se l’andamento del costo della polizza della mia moto è legata a particolari scenari macroeconomici o all’influsso della forte concorrenza nel settore RCA.
Qualunque sia il motivo, quest’anno non è andata male.
Per non passare da folle analista preciso agli eventuali lettori che si tratta solo di un semplice controllo che mi rassicuri che il tempo passato a fare confronti e richiedere preventivi  non sia trascorso invano.

07 febbraio – La grappa è finita

Sono stanco.
Stanco degli insulti, delle cose dette e subito dimenticate,
stanco della gente cattiva, incivile, razzista, vigliacca.
Sono stanco delle tante promesse, degli slogan, delle frasi ripetute,
dei tanti problemi che però devono risolvere gli altri.
Sono stanco e deluso: deluso dalla politica,
dai nuovi leader che puzzano subito di vecchio.
Deluso delle battute di Grillo, del ghigno di Salvini,
delle parole vuote della sinistra.
La speranza piano piano svanisce ed entra in silenzio la rassegnazione.
Brutta parola la rassegnazione; forse è ancor peggio dell’abitudine, direbbe il buon Gaber.
La rassegnazione porta con se la consapevole della sconfitta.
Mi guardo intorno e cerco tra i ragazzi qualche briciola di entusiasmo.
E’ li, è presente! Contagiatemi, vi prego!

La grappa è finita. L’Italia è finita.
Forse no, nel bicchiere ne è rimasta ancora un goccio.
Buonanotte.

28 gennaio – Salvini International

salvini nel video di Miby

Finalmente Matteo Salvini è riuscito a conquistare un posto d’onore nel panorama artistico mondiale. L’immagine del leader della Lega Nord è stata inserita nel nuovo video di Moby. Il nuovo brano, tratto dall’album “These Systems Are Failing”, è stato commentato sul canale You Tube dallo stesso cantante: the racist & antiquated far right are encroaching upon democratic freedoms in almost every country in the western world. we need to respond by protesting, supporting progressives, and most important: VOTING (L’estrema destra razzista e antiquata sta togliendo le libertà democratiche in quasi ogni paese del mondo occidentale. Dobbiamo rispondere protestando, supportando i progressisti e, cosa più importante: votanto).
Un piccolo ruolo, in rigoroso stile bianco e nero, anche per vecchio Benito.
(via YouTube)

 

12 gennaio – La radio in guerra


Nei moderni conflitti è probabilmente un’aspetto strategico molto importante: sto parlando della guerra psicologica che normalmente troviamo classificata con la sigla PSYOP (Psycological operation).
E’ una realtà che spesso non compare sui giornali ma che in parte vedremo si ricollega ad uno dei temi trattati nel mio sito: la radio a transistor.
Le prime le campagne di propaganda rivolte al nemico mediante lancio di volantini le troviamo già ai tempi della grande guerra ma solo a partire dal Vietnam… (vai alla pagina)

31 dicembre – 2016 bilancio di fine anno

Come sempre accade a fine anno in televisione ed in rete stanno passando varie sintesi degli eventi che hanno caratterizzato il 2016 ed il bilancio è molto spesso negativo.
Terrorismo, guerra, uccisioni. Qualche breve sollievo con le olimpiadi e dopo ancora morti e tragedie.
Molti ricorderanno il 2016 per la brexit, altri per il nostro referendum, forse i più per le elezioni americane ed il risultato inaspettato.
Quello che lascerà una traccia più profonda nei nostri ricordi (sempre più volatili) sono però le troppe persone morte nelle guerre, negli attacchi terroristici, nei tanti viaggi alla ricerca di una speranza troppo spesso delusa.
Tutti questi eventi sono un segnale evidente che il mondo sta cambiando e il cambiamento avviene probabilmente molto più in fretta di quanto politici, sociologi ed economisti avevano previsto.
Molte persone sono stordite; è una caratteristica della natura umana essere spaventati dal cambiamento specialmente se fatichiamo a comprendere e correlare gli eventi.
Ma c’è una correlazione? Forse no.
Io ho cercato di dare una chiave di lettura generale e penso che siano tutti segnali di un limite ormai insopportabile degli squilibri sociali ed economici del pianeta.
La risposta della gente è stata chiara, forse non sempre coerente ma chiara.
Occorre un cambiamento dei governi; un passo avanti verso un maggiore equilibrio e coesione internazionale o un passo indietro verso nazionalismi e tutele.
Io credo di sapere quale sia la strada giusta ma non mi permetto di giudicare.
Prenderò la parola al momento del voto come si usa fare negli stati democratici.
L’importante però è non attendere.
La peggior strategia è restare immobili, tergiversare, ondeggiare.
Oggi non posso dire con certezza che lascerò ai miei figli un mondo migliore ma ho ancora voglia di provarci e probabilmente anch’io devo cambiare qualcosa. In fretta.
Buon cambiamento.
Buon 2017.

30 dicembre – Scrivere mail

 

In modo piuttosto reverenziale visito periodicamente il blog di Luisa Carrada, il mestiere di scrivere.
Lo faccio perché, conoscendo i miei limiti di scrittore, cerco di raccogliere spunti e indicazioni che possano aiutarmi ad essere più chiaro ed efficace. Non solo.
La lettura dei suoi articoli è piacevole ed i consigli sui libri da leggere sono sempre preziosi.
Per questo anche oggi, incuriosito dagli ibuk di Zandegù, ho acquistato “Scrivere email, costruire relazioni – tecniche per non finire nel cestino”.
Molti ragazzi considerano la mail una tecnologia ormai superata, io però non credo e questa mia convinzione è confortata dal flusso di dati che costantemente riempie la casella di posta elettronica che utilizzo al lavoro.
Riconsiderando le mie azioni conseguenti, forse il testo potrebbe risultare utile anche ai colleghi.

blog.mestierediscrivere.com

28 dicembre – Moby Porcelain


Moby, Porcelain, Mondadori 2016

Senza nessun valido motivo sono stato misteriosamente attirato da questo libro. Apprezzavo Moby ma sicuramente non era nella top ten delle mie preferenze musicali.
Non avevo letto recensioni, non mi era stato consigliato da un amico.
Anche il titolo e la copertina non lasciavano molto spazio ad esperienze emozionali.
Insomma, nulla di razionale.
L’ho comprato d’istinto, forse per questo la sorpresa è stata ancora più piacevole.
Il libro è bello, interessante e le oltre quattrocento pagine scorrono senza fatica. Ho accompagnato la lettura con una colonna sonora delle musiche di Moby, delle tante canzoni e dei tanti artisti citati nella sua memoria (molti dei quali a me sconosciuti).
Con la complicità della New York degli anni ’80 e della sua carica artistica la storia di Moby riserva molte sorprese. Un grande stimolo per ogni giovane che si accosta alla musica elettronica.
Buona lettura.