Digitalizzare gli 8mm

Introduzione
Per completare la mia meticolosa archiviazione di foto e video era necessario effettuare la digitalizzazione delle vecchie pellicole 8 mm. Se in qualche cassetto o cantina avete abbandonato i filmini della vostra infanzia o dei vostri genitori vi consiglio di recuperarli.
Rivederli è un’esperienza tecnicamente ed emotivamente entusiasmante.
Forse i più esperti troveranno un eccesso di dettaglio ma credo che per questo argomento una precisazione in più non guasti. Penso che non tutti riescano ad abbracciare con una certa disinvoltura due tecnologie tra loro così lontane.

Prima fase: la comprensione
Potrà sembrarvi banale, ma la prima cosa da fare è capire che tipo di pellicola avete davanti. Lo standard della pellicola amatoriale partì dal classico 8 mm (standard) per poi evolversi prima nel Super 8 e poi introducendo il sonoro mediante banda magnetica. Nel caso abbiate dei filmini con banda magnetica, ottenuta posizionando sulla pellicola uno strato simile a quello delle vecchie musicassette, vi è teoricamente la possibilità di recuperare anche la traccia audio solo se la pellicola è ben conservata e se siete in possesso di un’adeguato proiettore. A riguardo però non ho avuto modo di effettuare sperimentazioni. Nel mio caso infatti avevo solo bobine 8 mm e Super 8. Il vecchio proiettore del babbo non era più funzionante pertanto mi sono orientato su un buon usato consultando prima ebay e successivamente rovistando in negozi di materiale elettronico usato. Con 25 euro sono riuscito a trovare un discreto proiettore Silma in grado di funzionare, mediante selettore, in doppio standard (senza sonoro in quanto non avevo pellicole con banda magnetica). Dopo un controllo di massima e la necessaria prova (lampada, trascinamento, ecc.) sono pronto a partire. Il meccanismo di conversione è di per sé banale. Riprendere con una telecamera digitale la proiezione della pellicola. A questo punto per partire con il piede giusto e comprendere che tipo di pellicola avete tra le mani vi riporto uno disegno, tratto da wikipedia, che riassume le differenza dimensionali della pellicola 8 mm e Super 8.

Seconda fase: il materiale
Oltre al proiettore occorre necessariamente una telecamera digitale (MiniDV) con una buona sensibilità alle basse luci. Le lampade dei proiettori amatoriali non avevano infatti elevata potenza e la poca luce potrebbe compromettere la qualità della ripresa. Non abbiate dubbi in merito alla qualità la vecchia pellicola: al pari dei negativi fotografici, infatti la pellicola ha una qualità elevatissima in termini di dettaglio in grado di soddisfare livelli di definizione digitale da HD. Purtroppo la nostra “catena” di conversione ha vari aspetti critici: la luminosità della proiezione è sicuramente il maggiore. Ma non disperiamo cercheremo di sfruttare qualche trucco! Passiamo al resto: Oltre alla telecamera occorre un buon cavalletto, uno schermo di proiezione… e tanta pazienza.

Terza fase: l’acquisizione
La telecamera deve essere impostata con funzione manuale in quanto è comunque opportuno disattivare i meccanismi di messa a fuoco e/o lo stabilizzatore d’immagine. Entrambi potrebbero infatti essere ingannati da una scarsa qualità dell’immagine proiettata (es. fuori fuoco o mosso). Il sistema di proiezione deve essere il più possibile ravvicinato. Maggiore è la distanza di proiezione minore è la luminosità del quadro. Personalmente ho proiettato a una distanza di circa un metro con un quadro di proiezione di base 25-30 cm. Per la ripresa ho provato diverse superfici: schermo, muro e laminato bianco (porta). Stranamente la migliore resa l’ho ottenuta con il laminato bianco della porta che ha superato in qualità, anche quella ottenuta con uno schermo dedicato.
In ogni caso lascio a voi ampiomargine di sperimentazione. Stesso approccio per il bilanciamento del bianco. Un settaggio spesso non utilizzato ma che condiziona molto la resa in funzione delle diverse tipologie di luce (naturale/artificiale) e del tipo di lampada a disposizione. Anche in questo caso la resa migliore, ovvero priva di dominanti giallastre o azzurrognole, l’ho ottenuta (a sorpresa) posizionando il selettore su luce naturale. In sintesi al parola d’ordine è “sperimentare prima per avere il massimo poi”. Un’ulteriore variabile è la condizione della pellicola. Riprese molto scure (es. in interni) mettono in crisi anche le telecamere più sensibili. I vecchi montaggi su pellicola (incollaggio dei vari spezzoni) possono causare la rottura della giunzione con conseguente interruzione forzata di tutta la ripresa. In questo caso, per una riparazione provvisoria, il vecchio “scotch” trasparente va comunque sempre bene. Se tutto funziona a dovere regoliamo la velocità di trascinamento per evitare il terribile effetto “comica” e registriamo il tutto. Molto preziosa si è rivelata anche la registrazione sonora del tipico rumore del proiettore che potrà in seguito alternarsi alle musiche in fase di montaggio su pc. A questo punto il più è fatto. Con la videocamera digitale potremo poi riversare il filmato sul pc e procedere con il consueto montaggio video enfatizzando, se necessario, il contrasto via software.

Quarta fase: il montaggio
In questa fase il gusto personale ha sicuramente un ruolo fondamentale. Come sempre nel montaggio non ci sono regole fisse, ma attenzione, non stiamo assemblando un video clip!
Pertanto niente transizioni eleborate (risulterebbero ancor più pacchiane del solito), ridordatevi infatti che la pellicola veniva montata con tagli netti. Se proprio vogliamo introdurre un aspetto “moderno” una semplicissima dissolvenza incrociata (veloce) andrà benissimo.
Non eliminate tutte le imperfezioni della pellicola fanno parte della sua anima in acetato che purtroppo può degradare con gli anni ma spesso risulta comunque più gradevole delle tipiche righe d’invecchiamento del nastro VHS. Personalmente ho anche inserito all’inizio del filmato il classico spezzone di pellicola bianca contrassegnata con il marchio del produttore, e credetemi, non è male.
Infine le musiche. Sono necessarie?
Personalmente direi che dipende dalla lunghezza del filmato. Per pochi minuti potrebbe risultare gradevole riportare anche semplicemente il rumore del proiettore. Un ritmo meccanico che riporta la mente nel passato. Per filmati più lunghi, oltre i due o tre minuti, sicuramente è opportuno inserire totalmente o parzialmente una colonna sonora. Nella scelta del brano ritengo che le due opzioni più coerenti siano o pezzi di musica classica o brani musicali dell’epoca, se possibil (corenti con gli anni del filmato, che possano destare delle emozioni negli spettatori. Deve confessarvi che anch’io colto da stanchezza ho abbinato ai vecchi filmini delle vacanze estive “sapore di mare”. La musica però merita sicuramente un pò di attenzione in più e ora… non lo rifarei.
Le musiche ed il ritmo sono sempre molto importanti in tutti i montaggi o presentazioni fotografiche e non vanno mai sottovalutati.

Buon lavoro.

3 pensieri riguardo “Digitalizzare gli 8mm”

  1. Purtroppo non ho effettuato molte prove di giunzione della pellicola.
    La mia esperienza “di unione” si è limitata al recupero di un paio di spezzoni staccati ed in questo caso ho utilizzato del comune scotch trasparente da ufficio. Il mio obiettivo però non era quello di ripristinare la piena funzionalità della bobina ma semplicemente di garantire almeno un paio di passaggi del nastro nel proiettore per poter recuperare e digitalizzare il filmino. La prova nel mio caso ha funzionato.
    Ho visto anche alcuni articoli in rete che suggeriscono di rincollare la pellicola con colla cianoacrilica (analoghe all’attak) ma non avendo utilizzato questo sistema non posso darti dei suggerimenti.
    Lo scotch, anche se meno robusto, mi sembra comunque meno invasivo ed in caso di problemi si può sempre recuperare la pellicola.
    Fammi sapere come è andata la tua prova.
    Per quanto riguarda invece la digitalizzazione delle diapositive molto dipende da quante ne devi trattare.
    Non ricordo esattamente il prezzo offerto per questo servizio dai laboratori nella mia città (Bologna).
    Se sono due o tre contenitori probabilmente puoi rivolgerti ad un fotografo o ad un centro specializzato se invece sono di più probabilmente ti conviene comprare uno scanner e farti il lavoro da solo.
    Tieni presente che questi apparecchi si trovano ormai a prezzi molto ridotti rispetto al passato (una decina di anni fa uno scanner dedicato Minolta lo pagai la bellezza di 600.000 lire).
    Valuta però anche il tempo che dovrai dedicare all’operazione perché il processo non è velocissimo.
    E’ vero che che puoi sempre selezionare il materiale trattando solo le diapositive più belle ma, per esperienza personale, quando inizi a ripassare i tuoi ricordi diventa difficile tralasciare dei “dettagli”.

  2. Ho ritrovato dei filmino girati da mio padre decenni fa. Vorrei recuperarli. Penso siano 8 o super 8, non ci capisco nulla. Lei lo fa o sa dirmi a chi rivolgermi o inviarli? abito a venezia. Nel ringraziarLa porgo cordiali saluti

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